Ora che servono i voti non siamo più PDioti?

Ora che servono i voti non siamo più PDioti?Faccio una dovuta premessa. Un governo a guida leghista è la cosa peggiore che possa capitare all’Italia. Li abbiamo già avuto i leghisti al governo e ricordiamo bene cosa sono stati capaci di fare.

Ma… ci sono dei ma. L’esito delle politiche del 4 marzo è abbastanza evidente: tocca al centrodestra (Lega e altre liste della coalizione) cercare i numeri in Parlamento per governare o, in subordine, se non ci riescono loro, al M5S.

Tuttavia sono tante (troppe!) le tentazioni di dialogo con i grillini da parte di molti dirigenti del PD. A mio avviso invece un governo M5S-PD, oltre che per i motivi spiegati in questo articolo, sarebbe un boomerang per noi che, oggettivamente, abbiamo perso. E lo sarebbe perché, agli occhi dell’opinione pubblica, appariremmo ancora come quelli che vogliono governare col 19%, quelli che non vogliono perdere le poltrone. Un boomerang perché non sarebbe un’intesa ma una resa a condizioni imposte da altri.

Non possiamo essere sempre noi quelli “responsabili”, quelli che devono salvare questo Paese; assumere questo ruolo ci ha sempre danneggiato politicamente. E ci danneggerebbe anche stavolta, agli occhi di un elettorato che non è abbastanza fine da capire queste scelte.

Stavolta dobbiamo essere più “cattivi”, più “cinici” e più “furbi”. Senza i numeri per governare oppure al governo con la Lega i 5 stelle imploderanno da soli. E allora sarà chiara la loro inconsistenza.

Ci siamo dimenticati dello streaming con Bersani nel 2013? Ci siamo (già) dimenticati dell’epiteto “PDioti” che ci affibbiano da anni molti elettori e candidati M5S senza alcuna presa di distanza dei dirigenti nazionali del Movimento?

Per quanto mi riguarda DOBBIAMO stare all’opposizione e pensare SOLO a ricostruire il partito. Che è la cosa più importante su cui dobbiamo concentrarci adesso. Guardiamo più in là del tornaconto (incarichi di governo) attuale.

Ricordate la famosa citazione di De Gasperi?

Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.

Ecco, noi adesso pensiamo alle prossime elezioni. Che se nel frattempo avremo ricostruito il partito, poi potremo anche dedicarci alla prossima generazione!

Chi è l'autore?

Domenico A. Di Renzo
Domenico A. Di Renzo
Nato nel giugno del 1975. Lavora nella Pubblica Amministrazione.
Ama la Politica. Sì, quella con la “P” maiuscola. Nativo del Partito Democratico. Per diversi anni Responsabile Internet e componente del Comitato Direttivo del Partito Democratico di San Clemente (Rimini).
Appassionato di musica; è autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET di Mogol.
Prova ad essere, nel suo piccolo, il “cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo” (cit. Mahatma Gandhi).

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