Ius soli, cosa prevede (DAVVERO) la nuova legge

Ius soli, cosa prevede (DAVVERO) la nuova leggeIn Senato parte la discussione sullo ius soli. L’esame del ddl sulla riforma della cittadinanza (ius soli, appunto) non poteva iniziare però in modo peggiore. Una bagarre degna delle peggiori dittature; il presidente del Senato oggetto dei “vaffa” di Sergio Volpi, senatore della Lega Nord; il ferimento della ministra Fedeli. Per fortuna nulla di grave. Almeno nel fisico.

Eh già, perché se invece vogliamo parlare della figuraccia mediatica subita dalle nostre istituzioni a causa di certa gente (meglio, gentaglia!) che le occupa, il bilancio è molto più grave.

Gli oppositori se ne facciano una ragione, il ddl diventerà legge, perché è una battaglia di civiltà. E la civiltà, contro la barbarie, vince sempre. Magari dovrà combattere più a lungo, perché l’ignoranza e la pelle dura dei “barbari” si scalfiscono con il tempo, ma proprio il tempo darà poi ragione.

In queste battaglie di civiltà il Partito Democratico è ormai da tempo in prima linea, lo abbiamo già visto in tema di unioni civili; meglio rischiare di perdere qualche voto – ma non accadrà con lo ius soli – piuttosto che creare il clima che la Lega ha creato in Italia nel tempo o cambiare idea su come votare a seconda di come tira il vento del proprio elettorato, come fa il Movimento Cinque Stelle!

Per chi voglia andare oltre le sterili polemiche e informarsi prima di farsi un’opinione sul tema ius soli, diciamo subito che la legge in discussione in Parlamento contiene dei paletti molto più restrittivi di quanto avviene in altri Paesi, anche europei! E questo proprio per tener conto della situazione peculiare dell’Italia in tema di immigrazione!

Una lettura attenta dell’atto del Senato n. 2092 (rubricato come modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza), spiega bene le novità in discussione.

La legge in vigore prevede che acquisti di diritto alla nascita la cittadinanza italiana, colui i cui genitori (padre o madre) siano cittadini italiani (cd. acquisto iure sanguinis).
La legge prevede altresì (quindi già oggi!) un diverso acquisto iure soli, ossia per il legame con il territorio italiano. Esso è però circoscritto ad alcune particolari fattispecie.
Vale a dire:
-nascita in territorio italiano, ed entrambi i genitori siano ignoti o apolidi;
-nascita in territorio italiano, senza che sia acquistata la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato cui essi appartengono;
-permanenza nel territorio italiano, ed entrambi i genitori siano ignoti, e non sia trovato il possesso di altra cittadinanza.

Quella di cui si discute oggi è una nuova fattispecie di acquisto della cittadinanza italiana per nascita (ius soli).

Vi si prevede che acquisti la cittadinanza per ius soli, chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, dei quali almeno uno sia in possesso del diritto di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno di lungo periodo.
Dunque, si tratta di acquisto di diritto della cittadinanza. Decisivo suo requisito è il soggiorno per almeno cinque anni in Italia.
Il diritto di soggiorno permanente è riconosciuto infatti – ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo n. 30 del 2007 – al cittadino dell’Unione europea e ai suoi familiari, che abbiano soggiornato legalmente e in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale.
Il diritto di soggiorno permanente si perde in ogni caso a seguito di assenze di durata superiore a due anni consecutivi.
Il permesso UE per soggiorno di lungo periodo è rilasciato – ai sensi dell’articolo dall’articolo 9 del decreto legislativo n. 286 del 1998 – allo straniero cittadino di Stati non appartenente all’Unione europea, in possesso dei seguenti requisiti:
– titolarità, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità;
– reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
– disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;
– superamento di un test di conoscenza della lingua italiana.
Tale permesso per soggiorno di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

Non hanno diritto al permesso gli stranieri che:
a) soggiornino per motivi di studio o formazione professionale;
b) soggiornino a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari;
c) abbiano chiesto la protezione internazionale e siano in attesa di una decisione definitiva circa tale richiesta;
d) siano titolari di un permesso di soggiorno di breve durata;
e) godano di uno status giuridico particolare previsto dalle convenzioni internazionali sulle relazioni diplomatiche.

La nuova fattispecie di acquisto della cittadinanza italiana per ius soli, prevista dal disegno di legge, si realizza mediante dichiarazione di volontà entro il compimento della maggiore età dell’interessato.
Ove il genitore (o il responsabile) non abbia reso la dichiarazione di volontà, l’interessato può fare richiesta di acquisto della cittadinanza per ius soli entro due anni dal raggiungimento della maggiore età.

Una fattispecie nuova di acquisto della cittadinanza italiana, a seguito di percorso formativo (ius culturae)
Si introduce una modalità di acquisto della cittadinanza, inedita per l’ordinamento italiano.
Beneficiario è il minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età.
Egli acquista di diritto la cittadinanza, qualora abbia frequentato regolarmente (ai sensi della normativa vigente) un percorso formativo per almeno cinque anni nel territorio nazionale.
Tale formazione consiste in: uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione; o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali, idonei al conseguimento di una qualifica professionale.
Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva di tale corso.
La cittadinanza si acquista – anche per tale nuova fattispecie – mediante dichiarazione di volontà, da parte di un genitore legalmente residente in Italia o da chi eserciti la responsabilità genitoriale, entro il compimento della maggiore età dell’interessato.
Ai fini della presentazione della dichiarazione da parte del genitore, è dunque richiesta la sua residenza legale, la quale presuppone la regolarità del relativo soggiorno.

La legge in discussione prevede anche altre novità ma queste sono le principali.

Come può notare un lettore attento e non prevenuto, è tutto molto più articolato e complesso rispetto a ciò che il bieco populismo voglia far credere!

Chi è l'autore?

Domenico A. Di Renzo
Domenico A. Di Renzo
Nato nel giugno del 1975. Lavora nella Pubblica Amministrazione.
Ama la Politica. Sì, quella con la “P” maiuscola. Nativo del Partito Democratico. Per diversi anni Responsabile Internet e componente del Comitato Direttivo del Partito Democratico di San Clemente (Rimini).
Appassionato di musica; è autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET di Mogol.
Prova ad essere, nel suo piccolo, il “cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo” (cit. Mahatma Gandhi).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial

I cookie aiutano Parole Democratiche a fornire servizi di qualità. Navigando sul sito accetti il loro utilizzo. Informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi