Cosa prevede la nuova legge Facebook della Germania?

Cosa prevede la nuova legge Facebook della Germania?Meglio chiamarla legge Facebook. Perché il nome originale tedesco è illeggibile e impronunciabile: Netwerkdurchsetzungsgesetz.

La legge Facebook andrebbe applicata subito in tutto il mondo, Italia compresa, dove gli haters digitali, i moderni squadristi, sono molto attivi. Immagino però che noi italiani, in tanti settori dietro la Germania – nessuno si senta offeso, cantava De Gregori – dovremo ancora aspettare molto. Eppure quanto bisogno avremmo di una legge Facebook…

Ci sono partiti e movimenti politici che sulle fake news e sull’odio digitale hanno basato le loro fortune elettorali. Ci sono odiatori di professione che, anziché commentare i post in maniera civile, pur nel dissenso, minacciano in privato e non sono in grado di gestire in modo diverso la loro libertà d’opinione. Probabilmente non hanno i mezzi culturali né intellettuali per farlo.

Da tempo ormai siamo stati costretti a pubblicare una netiquette sulla nostra pagina per limitare il più possibile i danni della libertà lasciata in certe mani. Eccola:

Certo, in Germania esiste una storia che non si può dimenticare, fatta di campi di concentramento e sofferenze disumane che richiede prese di posizione forti come la legge Facebook. Una storia che non può far passare inosservato l’aumento dei populisti di estrema destra o di movimenti che si professano anti islamici e xenofobi e che proprio nei social trovano fedeli alleati della loro propaganda.

In Italia, pur con le dovute proporzioni, abbiamo avuto una dittatura ventennale; esperienza che però oggi non basta a suscitare abbastanza sdegno di fronte a certe manifestazioni nere che non hanno mai tradito i principi del fascismo. Anzi, che proprio su di essi si fondano…

Ma cosa prevede la nuova legge Facebook approvata in Germania e che entrerà in vigore a gennaio?

  1. I social network con più di due milioni di iscritti dovranno cancellare i contenuti diffamatori: la cancellazione dovrà avvenire entro 24 ore per i contenuti chiaramente illegali e al massimo una settimana per tutti gli altri (una settimana è infatti il tempo massimo concesso ai social per le verifiche);
  2. Multe salate per gli inadempienti: in alcuni casi potranno raggiungere i 50 milioni di euro;
  3. I social hanno già dovuto nominare un responsabile per le denunce provenienti dalla Germania; tra i compiti, quello di redigere un rapporto semestrale delle denunce ricevute (se maggiori a cento);
  4. La sorveglianza circa l’applicazione delle norme e le decisioni sull’entità delle multe spetterà al Ministero della Giustizia.

A quando una norma del genere in Italia? Una legge Facebook rappresenterebbe la giusta tutela nei confronti di chi ai social rinuncia perché non in grado di gestire l’odio che gli squadristi digitali sputano ogni giorno sulla Rete.

Chi è l'autore?

Domenico A. Di Renzo
Domenico A. Di Renzo
Nato nel giugno del 1975. Lavora nella Pubblica Amministrazione.
Ama la Politica. Sì, quella con la “P” maiuscola. Nativo del Partito Democratico. Per diversi anni Responsabile Internet e componente del Comitato Direttivo del Partito Democratico di San Clemente (Rimini).
Appassionato di musica; è autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET di Mogol.
Prova ad essere, nel suo piccolo, il “cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo” (cit. Mahatma Gandhi).

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