Buona Politica come antidoto contro l’antipolitica

Buona Politica come antidoto contro l’antipoliticaViviamo tempi di “antipolitica”. Attenzione però. Non si tratta più di quell’antipolitica buona, positiva, costruttiva che, in certa misura, può anche far bene al sistema democratico, essendone da stimolo a un’azione politica che deve necessariamente – e per precetto costituzionale – mirare al benessere della società.

L’antipolitica attuale, purtroppo, è fatta di fake-news, demonizzazione del nemico, insulti e minacce sul web ai protagonisti politici e, fatto ancor più grave, ai loro sostenitori.

Inutile girarci attorno. Contro questa antipolitica, veleno e cancro della pacifica convivenza civile, esistono soltanto due antidoti. Uno ha funzione di cura, l’altro di prevenzione.

Il primo è rappresentato dal codice penale che, oltre a trovare piena applicazione anche su internet (sembra assurdo ma per alcuni la cosa non è così scontata), sta cominciando ad essere utilizzato da politici e personaggi pubblici sotto attacco quotidiano dagli “haters” seriali (la Presidente della Camera Laura Boldrini prima di tutti, ma non solo).

Il secondo antidoto si chiama Buona Politica; è molto più incisivo perché previene la commissione di reati ed estirpa il cancro dell’antipolitica fin dalla sua origine, intervenendo nel DNA di questo Paese.

La Buona Politica è fatta di comportamenti virtuosi da parte degli uomini politici. Comportamenti molto più diffusi di quanto si possa immaginare. Gli “urlatori” e i violenti sui social fanno chiasso ma sono molto più deboli delle buone pratiche quotidiane praticate da donne e uomini la cui funzione politica è svolta con impegno, dedizione, serietà.

Comportamenti virtuosi che però meritano pubblicità, luci della ribalta, spazi su blog e carta stampata. Generano meno traffico e meno profitti ma hanno il potere, con il tempo, di togliere nutrimento alla cattiveria di cui si nutrono gli antipolitici.

Noi abbiamo già “selezionato” un paio di questi comportamenti su cui accendere i riflettori. Sono posti in essere dai presidenti di Emilia Romagna e Lazio, Stefano Bonaccini e Nicola Zingaretti.

Il primo, in occasione dei tragici eventi di Livorno, mentre in tanti soffiano sulle polemiche contro il sindaco 5 Stelle Nogarin, ha il “coraggio” politico di pubblicare questo post:

Il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini
Il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini

Alle parole seguono i fatti. Già stamattina infatti, il Presidente Bonaccini informa su Facebook che sono “partite all’alba sette squadre della Protezione Civile Regione dell’Emilia-Romagna verso Livorno. Vicini al Sindaco Nogarin, al Presidente Rossi e ai livornesi”.

La Politica, quella con la P maiuscola, si fa così. Senza sciacallaggio, senza approfittare di fatti tragici per accusare l’avversario politico ma dimostrando e praticando vicinanza alla popolazione.

La Politica che lavora in direzione del “bene pubblico” ha anche un altro illustre rappresentante. Si chiama Nicola Zingaretti. E’ il presidente della regione di Amatrice, messa in ginocchio dal terremoto che ha colpito il Centro Italia.

Mentre l’antipolitica accusa la politica di essere incapace di ricostruire, l’Associazione dei Commercianti di Amatrice dichiara, per bocca del suo Presidente Enrico Marini:

È stato un anno difficile quello appena trascorso, il terremoto ha distrutto il tessuto commerciale amatriciano ma i commercianti in questi mesi hanno saputo riunirsi nell’Associazione Commercianti di Amatrice ed attraverso il dialogo e la voglia di ripartire oggi ci troviamo finalmente con le due aree commerciali terminate e con i negozi che pian piano stanno riaprendo.
Abbiamo preferito appunto proporci come realtà costruttiva ed oggi, dopo un percorso che ci ha visto anche qualche volta scontare difetti legati alla nostra inesperienza, ma sempre con spirito positivo, siamo giunti al momento dei ringraziamenti. Grazie alla Regione Lazio che ha realizzato i centri commerciali temporanei dai quali stiamo ripartendo (prima volta nella storia) e che ha utilizzato parte della donazione della Camera di commercio di Roma per raggiungere il 100% del finanziamento delle attrezzature. Grazie alla disponibilità ed alla sensibilità dell’Ufficio della Ricostruzione Lazio.
Grazie al sindaco Sergio Pirozzi ed al Comune di Amatrice che ci è stato vicino con il contributo mensile destinato alle partite IVA e poi con quello di solidarietà per integrare e completare quanto ottenuto tramite il decreto Errani. Grazie alla Camera di Commercio di Roma, che ha dato un consistente contributo per la causa.
E per ultimo, ma non per importanza, un sentito grazie al mondo della solidarietà degli italiani. Ora è finito il momento dell’attesa e comincia quello della ripartenza. La nostra Associazione che ora raccoglie la maggioranza degli esercizi commerciali delle due aree, continuerà a dialogare con le istituzioni e le associazioni di categoria. Tutelare gli interessi dei nostri associati incidendo sulla rinascita collettiva di Amatrice. Questa la nostra sfida che deve vederci in prima linea ma senza protagonismi personali. Solo in questo modo sapremo rinascere, ma più forti e competitivi di prima.

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti
Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

Il presidente Zingaretti risponde così ai commercianti:

Sono io che ringrazio voi. Siete stati e siete un esempio di coraggio, dignità e tenacia. Insieme ce l’abbiamo fatta ad arrivare fin qui e a tenere viva la voglia di resistere e accesa la fiamma della speranza. Ora non molliamo e continuiamo a lavorare insieme per ricostruire tutto come prima e meglio di prima. Anche da parte mia, poi, un grazie a tutti i volontari e ai dipendenti della Regione che in questa sfida ce la stanno mettendo tutta.

Sono solo due esempi ma ci dicono quanta Buona Politica si possa trovare in giro per la nostra Italia, pronta a smentire chi dice che “tanto sono tutti uguali”.

Questi personaggi politici e questi comportamenti di certo non fanno il gioco di quanti hanno costruito la loro credibilità – e i loro voti –  su un evento che mandava tutti a quel Paese indistintamente, il famoso Vaffa-Day; tuttavia, il Movimento 5 Stelle (e i populisti di qualsiasi colore politico) dovrebbero trarne insegnamento.

E magari, se ne hanno le capacità, provare a costruire, insieme con la parte buona della politica, un Paese migliore.

Chi è l'autore?

Domenico A. Di Renzo
Domenico A. Di Renzo
Nato nel giugno del 1975. Lavora nella Pubblica Amministrazione.
Ama la Politica. Sì, quella con la “P” maiuscola. Nativo del Partito Democratico. Per diversi anni Responsabile Internet e componente del Comitato Direttivo del Partito Democratico di San Clemente (Rimini).
Appassionato di musica; è autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET di Mogol.
Prova ad essere, nel suo piccolo, il “cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo” (cit. Mahatma Gandhi).

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