Metamorfosi 5 Stelle: alle primarie anche gli indagati

Metamorfosi 5 Stelle: ok primarie per gli indagati
Palazzo Chigi – Copyright Immagine: prolocoroma.it

Il Movimento 5 Stelle getta la maschera. Alle primarie, o presunte tali (visto che quando il risultato non piace alla Casaleggio Associati Srl viene invalidato, v. Cassimatis), potranno candidarsi anche persone indagate.

Perché questa metamorfosi? Perché cancellare la norma che stava alla base del consenso elettorale ottenuto finora dai grillini sparlanti?

Ovvio! Chiunque non abbia il prosciutto sugli occhi e le farfalle nello stomaco, sintomi tipici degli innamorati irrazionali, sa che il candidato premier del M5S sarà Di Maio, lo sa da anni. Peccato però che Giggino sia indagato per diffamazione in un paio di procedimenti penali a suo carico (uno contro la Cassimatis che lamenta di esser stata descritta come approfittatrice e infiltrata; uno contro Giovanni Favia che Di Maio definì “un piccolo Fiorito“).

Era ovvio per l’ipocrita Movimento 5 Stelle che, per tutelare il candidato già scelto dai capi, fosse necessario cambiare in corsa le regole del gioco. Adesso è palese che gli elettori sceglieranno (si fa per dire eh!) un candidato premier che rispetti questo identikit:

  • nato in Campania;
  • iniziali L.D.;
  • non sa leggere le mail;
  • indagato.

A parte le battute, ecco uno stralcio dell’art. 1 delle regole per il candidato premier pubblicate in un post sul sacro blogghe:

Ai candidati a conoscenza di indagini o procedimenti penali verrà richiesto un certificato rilasciato ai sensi dell’art. 335 del c.p.p., nonché i documenti relativi ai fatti contestati ed una breve relazione illustrativa dei fatti con autorizzazione espressa alla pubblicazione di tali atti nell’ambito dello spazio riservato a ciascun candidato.

Vediamo cosa dice l’articolo 335, rubricato come Registro delle notizie di reato, del codice di procedura penale:

1. Il pubblico ministero iscrive immediatamente, nell’apposito registro custodito presso l’ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito.
2. Se nel corso delle indagini preliminari muta la qualificazione giuridica
del fatto ovvero questo risulta diversamente circostanziato, il pubblico ministero cura l’aggiornamento delle iscrizioni previste dal comma 1 senza procedere a nuove iscrizioni.
3. Ad esclusione dei casi in cui si procede per uno dei delitti di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), le iscrizioni previste dai commi 1 e 2 sono comunicate alla persona alla quale il reato è attribuito, alla persona offesa e ai rispettivi difensori, ove ne facciano richiesta.
3 bis. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all’attività di indagine, il pubblico ministero, nel decidere sulla richiesta, può disporre, con decreto motivato, il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabile.

Riassumendo: chiunque ne faccia richiesta (indagato, persona offesa, difensori) ottiene comunicazione delle notizie di reato iscritte in appositi registri custoditi nell’ufficio del pubblico ministero. Ma se lo stesso PM decide che tali iscrizioni debbano rimanere segrete come previsto dal comma 3 bis? Potrà esserci il caso di candidati che non possono aver notizia di tali iscrizioni e quindi correre comunque per la corsa alle primarie del M5S.

Ma ciò che colpisce davvero è la parte delle regole alle primarie del M5S che riguardano un altro aspetto. La precedente esperienza in altri partiti.

Possono proporsi quale Candidato Premier tutti gli iscritti al sito Movimento5stelle.it che […] non abbiano mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello con forze politiche diverse dal MoVimento 5 Stelle […] non siano mai stati iscritti ad alcun partito

Il fango, l’orrore, l’odio che i grillini, da buoni estremisti di destra quali sono, stanno gettando sulla vita politica di questi anni, considerano delinquente chiunque abbia fatto attività politica in altri partiti, anche se mai indagato; una sorta di peccato originale che impedisce l’ingresso nella setta…

Il messaggio è: se proprio devi farti indagare fallo con i 5 stelle. Perché è meglio un delinquente a 5 stelle che un onesto cittadino macchiatosi di militanza politica con altri partiti…

Per fortuna la base, o meglio, i sudditi, stanno cominciando a mugugnare… almeno fino al prossimo risuonare di “onestà, onestà”.

Onestà per gli altri, certo, mica per loro!

 

Chi è l'autore?

Domenico A. Di Renzo
Domenico A. Di Renzo
Nato nel giugno del 1975. Lavora nella Pubblica Amministrazione.
Ama la Politica. Sì, quella con la “P” maiuscola. Nativo del Partito Democratico. Per diversi anni Responsabile Internet e componente del Comitato Direttivo del Partito Democratico di San Clemente (Rimini).
Appassionato di musica; è autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET di Mogol.
Prova ad essere, nel suo piccolo, il “cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo” (cit. Mahatma Gandhi).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial

I cookie aiutano Parole Democratiche a fornire servizi di qualità. Navigando sul sito accetti il loro utilizzo. Informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi