Anziani Censurati nell’inaugurazione del Nuovo Centro Diurno di Legnago

I fatti sono i seguenti : Venerdì 11 maggio viene inaugurato il nuovo centro diurno presso i locali dell’ex mutuo soccorso in corso della vittoria senza la presenza degli anziani. Dopo le proteste degli utenti stessi all’inizio di questa settimana è stato mandato un operatore… di Tele Arena per fare delle riprese all’interno del centro, questa volta con la presenza degli anziani. Giovedì 17 maggio alle ore 13,20 Tele Arena ha mandato in onda un servizio dal titolo “inaugurazione nuovo centro diurno anziani a Legnago” mettendo insieme le riprese fatte questa settimana con la presenza degli anziani con le immagini dell’inaugurazione senza anziani fatta la settimana scorsa, cercando quindi di far credere alla gente che alla cerimonia erano presenti anche gli utenti. Cosa non vera. Riprese confezionate e assemblate in mala fede per cercare di mettere a tacere chi protestava dentro e fuori dal centro. Chi o coloro che si sono resi responsabili di un fatto cosi grave e vergognoso non hanno nelle loro famiglie genitori, nonni, zii, anziani ? Li trattano nello stesso modo che hanno trattato quelli del centro ? Ma di quali origini, quale passato, quali tradizioni, quale umanità, quale coerenza parlano questi signori se poi si vergognano degli anziani e della loro presenza fino al punto di decidere di non farli apparire perché forse avrebbero offuscato la cerimonia, la bella gente invitata, le autorità?! È stato dato proprio un bell’esempio ai nostri giovani di come si trattano gli anziani.

La crisi della Politica richiede scelte drastiche e chiare

 

Documento del Circolo PD Legnago sulla crisi della Politica

La crisi  politica che investe il nostro Paese è decisiva per lo sviluppo della vita democratica più di quella economica. Perché la seconda trova soluzione  se la politica riprende il suo posto. Ciò può avvenire solo attraverso il ripristino della dignità e della credibilità del sistema dei partiti, che sono il principale veicolo di rappresentanza e di affermazione degli ideali di una società democratica. Bisogna partire da qui. Ma  sembra che non ci sia la esatta percezione del fatto che essi hanno raggiunto, insieme con l’istituzione parlamentare, il punto più basso della storia repubblicana. Occorre, invece, una risposta forte per rispondere alla disaffezione, alla  profonda delusione e all’allontanamento popolare dai valori costituzionali  . Il Partito Democratico, più di altri, deve sentire questo dovere come fondamentale . Infatti, ha dimostrato fin qui senso di responsabilità e capacità di anteporre ai propri legittimi interessi  quelli del Paese.

Ora non basta più !

Sulle questioni più importanti che ci stanno davanti non sono consentite incertezze o miopi calcoli. La spinta per scelte difficili ma indispensabili deve venire dal basso, dai circoli democratici, dai cittadini, dalle comunità locali. Queste scelte riguardano i capitoli:

  1. Rimborsi elettorali: le argomentazioni che vengono avanzate per difendere l’attuale metodo, ancorché ragionevoli sono fuori tempo massimo. Bisogna cancellare l’attuale meccanismo; in ogni caso ridurre a un euro da cinque la cifra pro voto. Va rilevato che, normalmente, alla periferia non arriva nulla. A tal proposito va reso obbligatorio che ad ogni singolo circolo arrivi una quota di finanziamento proporzionale al numero di iscritti. In sintesi bisogna ridurre drasticamente il finanziamento pubblico e garantire sistemi certi trasparenti di controllo attraverso un’autorità terza.
  2. La legge elettorale deve consentire due fatti fondamentali : la scelta dell’elettore del suo rappresentante e della coalizione per il governo. Poiché il meccanismo delle preferenze presenta più inconvenienti che pregi , i collegi uninominali rispondono a questa esigenza. I candidati di collegio vengano scelti obbligatoriamente attraverso le primarie.Eventuali  quote proporzionali e diritti di tribuna  non devono in alcun modo condizionare il sistema maggioritario bipolare.
  3. Il rinnovamento va perseguito con coerenza introducendo la norma tassativa dei due mandati per ogni carica elettiva.
  4. Il dovere degli eletti è quello di avere un comportamento irreprensibile eticamente e politicamente. Le dimissioni in caso di avvisi di reato sono automatiche.
  5. Non sono ammessi doppi incarichi.
  6. Il numero dei parlamentari  deve essere dimezzato così come gli stipendi degli stessi .           

Per queste ragioni i militanti e i circoli invitano  il PD  a prendere iniziative concrete in coerenza con i punti sopra esposti  , nell’interesse del Partito e del Paese.   

 Approvato all’unanimità dal Direttivo del Circolo PD di Legnago (Vr)   il 23/04/2012

Raccolta firme per il miglioramento dell’ufficio postale di Porto

LEGNAGO. I residenti del quartiere e delle frazioni di San Vito e Canove lamentano disagi nell´utilizzo dello sportello

Spazi angusti e poca privacy
Poste di Porto, sale la protesta

Fabio Tomelleri

Il Pd ha promosso una petizione all´entrata dell´ufficio postale affinché sia ampliata la sede e vengano migliorati i servizi

venerdì 13 aprile 2012 PROVINCIA, pagina 36
 La raccolta di firme promossa dal circolo cittadino del Pd davanti all´ufficio postale di Porto

Spazi insufficienti, attese e code estenuanti anche per il semplice pagamento di un bollettino, oltre al diritto alla privacy che va a farsi benedire. L´ufficio postale di via Pio X a Porto è carente sotto vari aspetti e non riesce a soddisfare le esigenze dei 7.200 residenti del quartiere di sinistra Adige e delle frazioni di San Vito e Canove. Sono decine gli utenti che, dal lunedì al sabato, si servono degli sportelli della succursale di Poste italiane per inviare raccomandate, depositare i propri risparmi o riscuotere la pensione. Gli stessi clienti ora chiedono che vengano eliminati i disagi e potenziato il servizio.
Una raccolta di firme, promossa dal circolo cittadino del Partito democratico proprio davanti all´entrata dell´ufficio postale, ha raccolto in un paio d´ore 50 adesioni. La petizione proseguirà mercoledì prossimo nello stesso luogo e alla stessa ora. Una volta che sarà conclusa la raccolta, il Pd chiederà al sindaco Roberto Rettondini «di sollecitare i funzionari delle Poste affinché venga ampliato lo spazio a disposizione dell´utenza e venga migliorato il servizio allo sportello». «Per comunicare con i clienti o sbrigare le commissioni», spiega un artigiano del quartiere, «ci dobbiamo recare spesso in posta, ma i tempi di attesa sono lunghi. Anziché metterci in fila, preferiamo percorrere qualche chilometro in più e recarci in un´altra filiale». «La sala d´attesa si riempie in fretta», osserva un anziano, «e ci sono solo tre posti a sedere per attendere il turno. Quando va bene funzionano due sportelli. Tuttavia, se davanti al primo la fila è troppo lunga, il secondo resta vuoto, perché è destinato solo ad un determinato tipo di operazioni».
La signora Franca, 84 anni, abita a due passi dall´ufficio postale. «Non mi reco più in questa filiale», confessa, «anche perché l´ultima volta che l´ho fatto sono stata costretta ad attendere 45 minuti per avere una raccomandata che mi era stata spedita. In caso di necessità, utilizzo gli altri sportelli della città». Un residente, di 40 anni, abitante a San Vito, evidenzia: «Per chi sta in fila non c´è il minimo rispetto della privacy: con tante persone in piedi, nello spazio di pochi metri, ognuno può ascoltare gli affari degli altri». «È un dovere delle Poste essere al servizio del cittadino», rimarca una residente, «qui a Porto, invece, sembra valido il concetto opposto». «Oltre ad attese interminabili», aggiunge Nazarena, casalinga di San Vito, «raggiungere l´agenzia postale è complicato poichè si trova di rado parcheggio nelle vicinanze».
A farsi portavoce delle problematiche lamentate nei centri di sinistra Adige, ci hanno pensato il segretario del Pd Claudio Marconi e Clara Scapin, consigliere provinciale dello stesso partito. «Chiederò al sindaco», osserva Marconi, «di sollecitare i vertici dell´azienda in modo che trovino per la filiale uno spazio più comodo e accessibile». «Non ci sono abbastanza spazi per gli anziani», rimarca Scapin, «e il servizio allo sportello va di certo migliorato. A Porto esiste anche un polo formato da scuole di ogni ordine e grado, frequentato da tremila studenti. Il disagio per i genitori, in queste condizioni, è totale nei periodi in cui devono spedire documenti o versare le rette delle iscrizioni dei ragazzi».
Sulla questione, l´Ufficio stampa di Poste Italiane fa sapere «che al momento non ci sono progetti per la filiale di Porto». Per poi precisare: «Alle amministrazioni locali, di regola, rispondiamo attraverso il nostro canale istituzionale. Faremo così anche per le osservazioni che verranno presentate dal Comune».

Doposcuola Democratico

                                                                                                                    LEGNAGO. Il servizio inizierà oggi nella sede del Pd di via Minghetti Genitori troppo impegnati? Ora c´è il doposcuola gratis

Tre insegnanti volontari e i soci di «Aurora Blu» seguiranno gli studenti tre pomeriggi la settimana

giovedì 05 aprile 2012 PROVINCIA, pagina 32

Lo sportello sociale, attivato ormai da tempo nella sede del circolo Pd di Legnago, amplia la sua offerta con un nuovo servizio: un doposcuola rivolto a tutte quelle famiglie che, complice una crisi economica sempre più forte e la necessità di prendere al volo qualsiasi offerta di lavoro, non riescono a seguire i loro figli nello svolgimento dei compiti. Un´idea, quella del sostegno scolastico, che il responsabile dello sportello, nonché segretario del circolo Pd e consigliere comunale di minoranza, Claudio Marconi, aveva già in mente da tempo, ma che finora non era riuscito a realizzare proprio per la sempre crescente attività sociale svolta nei locali di via Minghetti.
Il progetto del doposcuola, che prenderà il via oggi, dalle 16 alle 18, è stato reso possibile grazie alla collaborazione garantita dall´associazione «Aurora Blu» – la stessa che coadiuva anche il servizio di sportello sociale – e alla disponsibilità di tre insegnanti volontari, specializzati in area umanistica, scientifica e linguistica. E quindi in grado di seguire i ragazzi in tutte le materie più importanti ed impegnative. «Il doposcuola, rivolto agli studenti di primarie e medie», spiega Marconi, «partirà con un gruppo ristretto di alunni in modo da favorire l´apprendimento e lo svolgimento dei compiti in un clima il più possibile tranquillo. I pomeriggi saranno tre e verranno concordati con gli insegnanti».
«È bene però precisare», prosegue il segretario Pd, «che questo servizio non è stato concepito per sostituire altre realtà analoghe, già in essere sul territorio, ma solo per integrarle. La politica deve partire dai reali bisogni della gente e questo può essere un modo concreto per fare la nostra piccola parte. Nel sociale, più ancora che in altri settori, agire in rete è fondamentale per cercare di ottenere buoni risultati». Chi intendesse usufruire del doposcuola potrà rivolgersi alla sede dello sportello sociale ogni giovedì mattina. Intanto, proseguono, con un´affluenza di circa una decina di persone a settimana, le altre attività del gruppo.E.P.

Ordine del Giorno contro l’inceneritore a Torretta

Questo il Testo dell’ordine del Giorno che verrà discusso stasera in Consiglio Comunale a Legnago contro l’inceneritore di Torretta

Al Presidente del Consiglio Comunale di Legnago

Oggetto : O.D.G. contro il progetto del nuovo inceneritore di Torretta

-        Poiché  è stata costituita una nuova società privata , controllata da AGSM, Amia e Legnago Servizi, per costruire e gestire un impianto a Torretta di Legnago (il cui costo è stato preventivato in 17 milioni di euro) per la costruzione e gestione di un inceneritore a griglia mobile da 40.000 tonnellate l’anno, alimentato con pollina e plastica residua della raccolta differenziata della provincia di Verona ,

-        poiché non c’è chiarezza in tutta l’operazione, non è sicuro cosa andrà a bruciare in quanto l’inceneritore è a griglia bivalente, cioè può bruciare pollina, plastica , ma anche rifiuti e non è chiaro il piano economico, non si sa chi metterà i 17 milioni di euro per costruire l’impianto e non sono previste gare d’appalto,

-        visto che alternative alla combustione esistono e la pollina può venire usata per la produzione di fertilizzante utile all’ agricoltura in quando i terreni in Veneto soffrono di mancanza di fertilizzanti naturali, inoltre nel veronese c’è una azienda che tratta il 30% della pollina di tutto il Veneto, mentre la plastica residua lavorata con trattamenti a freddo ,già collaudati, può essere riconvertita in materia prima seconda per realizzare altri prodotti in plastica riciclata destinati all’arredo urbano, oppure manufatti in cemento destinati al settore delle costruzioni edili e stradali,

-         dato che tutto ciò che brucia produce inquinanti altamente dannosi per la salute, per l’ambiente, ma anche  per l’economia del territorio, infatti le zone agricole caratterizzate per qualità  e tipicità dei prodotti non sono idonee ad ospitare inceneritori, tenendo conto, infine, dei gravi problemi di inquinamento atmosferico ed ambientale della provincia di Verona, tra le più inquinate d’Italia  e del dovere per gli amministratori di adottare ogni iniziativa per salvaguardare la salute dei propri cittadini, ricordando tutte le problematiche emerse già con l’inceneritore di Cà del Bue, le indicazioni della letteratura scientifica, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che mettono in evidenza i rischi per la salute in quanto ogni inceneritore produce polveri sottili, metalli pesanti e diossina ,tenendo conto delle nuove tecnologie nel campo dei rifiuti, della moratoria sugli inceneritori a livello di molti paesi europei, del principio di precauzione e del bene comune che deve accompagnare l’operato dell’amministratore,

-        Considerate soprattutto le preoccupazioni espresse dagli abitanti di Torretta e comunicate al Sindaco attraverso lettera protocollata ed anche con incontro avvenuto in data 09-03-2012

-        Considerate anche le contrarietà dei comuni del rodigino, come da notizie di stampa del 18-03-2012

                       Il Consiglio Comunale di Legnago

 Impegna il Sindaco e l’Assessore competente ad intervenire sul progetto Inceneritore a Torretta  per chiederne la sospensione in quanto non è compatibile con le problematiche ambientali del territorio.

Marconi, Ramorino, Casari, Porfido, Ambrosini, Gandini, Martinelli, Limoni Tagliaferro

 

 

                                                    

No all’inceneritore a Torretta

sabato 25 febbraio 2012 – PROVINCIA – Pagina 46
LEGNAGO. Questa mattina sit-in di protesta del Pd per bloccare il progetto del cogeneratore a pollina nella discarica
Barricate contro l´inceneritore
L´opposizione scende in piazza
Nel Consiglio comunale convocato per martedì la minoranza presenterà un ordine del giorno per fermare l´operazione avviata da Lese e Amia
La protesta contro l´inceneritore infiamma la piazza ed accende le polemiche. Mentre in città si moltiplicano i timori e la rabbia dei cittadini, l´opposizione spinge sull´acceleratore. E vara le prime iniziative per manifestare tutta la propria contrarietà all´operazione, varata in sordina da Lese ed Amia quasi ad insaputa del sindaco Roberto Rettondini, che porterà entro settembre la società Drv alla costituzione, assieme ad Agsm, di una «newco» (nuova società) per creare un impianto che brucerà pollina nella discarica di Torretta.
Per dire «no» al progetto, il Partito democratico ha organizzato oggi, dalle 10 alle 12, un sit-in di contestazione in piazza Garibaldi. «Con quest´iniziativa», anticipa Claudio Marconi, segretario del Pd e consigliere comunale, «vogliamo informare i cittadini sull´impatto negativo che un impianto del genere avrà sul nostro territorio. Per questo abbiamo pensat! o, oltre alla distribuzione di volantini, anche di srotolare un enorme striscione, per contestare, e cercare di fermare prima che sia troppo tardi, la realizzazione dell´inceneritore nella discarica».
Tuttavia, la battaglia ingaggiata contro il cogeneratore da 17 milioni di euro che, a pieno regime, brucerà 42mila tonnellate di deiezioni avicole all´anno, è solo all´inizio. «Intendiamo», prosegue Marconi, «coinvolgere anche i residenti di Torretta per spiegare a chi si troverà ad abitare a due passi dall´inceneritore gli effetti nocivi che una proposta del genere, calata tra l´altro dall´alto dalla Lega, avrà sulla frazione».
Questa mattina, l´esponente di minoranza avvierà, con il consigliere provinciale del Pd Clara Scapin e gli altri iscritti del circolo cittadino, una raccolta di firme per cercare di stoppare l´iter dell´impianto a pollina, come in precedenza è stato fatto per altri interventi ! promossi dall´amministrazione, tra cui lo spostamento de! lla casa di riposo a Vangadizza. Il piano per l´inceneritore, che ha già ottenuto il via libera di Lese e Amia, è destinato ad accendere anche la seduta del prossimo Consiglio comunale, convocata martedì, alle 20.45 in municipio, con eventuale prosecuzione giovedì sera. Da giorni, infatti, la minoranza ha annunciato scintille ed è pronta a presentare un ordine del giorno d´urgenza sulla questione. Gli esponenti dell´opposizione, tuttavia, non vogliono svelare i contenuti del documento, per far emergere direttamente in assemblea le posizioni della maggioranza sul cogeneratore. Infatti il progetto, fino ad oggi, è rimasto circoscritto ad incontri a cui hanno partecipato il presidente di Lese e Drv Giammaria Spinelli quello di Amia Stefano Legramandi e di Agsm Paolo Paternoster. Oltre ad alcuni assessori leghisti della Giunta Rettondini. Prima del varo definitivo della «newco», che costruirà il nuovo bruciatore, occorrerà dunque mettere d´acco! rdo le varie anime che compongono la maggioranza che sostiene il sindaco, come è stato confermato sia dall´assessore all´Ambiente Graziano Lorenzetti, sia da Agostino Rossini, capofila della corrente pidiellina a cui fanno riferimento l´assessore ai Lavori pubblici Moreno Nalin ed il consigliere Alessandro Rettondini.
A gettare benzina sul fuoco, nell´assemblea, sarà inoltre la discussione di un´interpellanza di Donatella Ramorino (Liberinsieme), sulla centrale a biomasse prevista a San Pietro di Legnago. Contro questa proposta, è stata avviata una petizione a cui ha aderito, prima che esplodesse il bubbone inceneritore, anche il sindaco. Che ora si ritrova tra le mani un´altra patata bollente.
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Ordine del giorno presentato dal Pd a Legnago contro la diffusione del gioco d’azzardo

LEGNAGO. Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno del Pd che fissa i criteri per contenere il fenomeno
È guerra al gioco d´azzardo
I nuovi «casinò» in periferia
Sarà adottato un regolamento per proibire in futuro l´apertura di sale scommesse in centro città e nelle vicinanze delle scuole
Legnago non vuole diventare una nuova «azzardopoli». Per questo il Comune, di fronte ai sempre più frequenti casi di persone con problemi economici dovuti al gioco d´azzardo, ha deciso di correre ai ripari. La ricetta? Un regolamento che, a partire dai prossimi mesi, vieterà l´apertura di nuove sale per le puntate in centro, oltre a disciplinare l´utilizzo di videopoker e slot machines negli esercizi pubblici.
La stesura delle norme da parte della Giunta, tuttavia, non si presenta come un lavoro facile poiché la legislazione non consente di vietare direttamente attività di questo tipo. Così i funzionari municipali stanno studiando limiti urbanistici e igienico-sanitari per far sì che i locali sorgano in zone di periferia, difficilmente accessibili alle fasce di popolazione più a rischio. In attesa del varo del codice di regolamentazione, il Consiglio comunale ha votato intanto all´unanimità un ordine del g! iorno che contiene alcune indicazioni che saranno inserite nella normativa. Nel documento, presentato da Claudio Marconi, segretario del Pd e consigliere di minoranza, è rimarcato il principio che imporrà ai gestori di posizionare, in modo visibile vicino a ciascuna macchinetta, un cartello per segnalare ai clienti il rischio di dipendenza dal gioco.
«Si dovrà imporre agli esercenti», ha spiegato Marconi, «l´esposizione di materiale informativo sul problema e gli indirizzi dei centri di trattamento». Un altro principio cardine sarà il «divieto di utilizzo delle slot e dei videopoker nei locali concessi dal Comune ad associazioni sportive e no profit». I consiglieri hanno riconosciuto «la necessità che i nuovi locali siano, inoltre, a debita distanza da scuole o centri frequentati da minori». Gli esponenti dei due schieramenti hanno specificato che il sindaco Roberto Rettondini e la Giunta dovranno applicare «ogni altro principio in grado di scoraggi! are la diffusione del fenomeno».
L´assemblea, ino! ltre, ha impegnato l´amministrazione «a sostenere le associazioni che si occupano del recupero dei giocatori» e ad attuare, assieme al Dipartimento dipendenze dell´Ulss 21, «campagne di prevenzione sul territorio». «A Legnago», ha evidenziato Marconi, «la dipendenza è facilitata dalla presenza di macchinette mangiasoldi in numerosi esercizi, oltre che da sale polivalenti con un´offerta che include le scommesse, rendendo tali strutture veri e propri “casinò dei poveri”». Quindi, ha rimarcato: «Governo e Parlamento hanno escluso le autonomie locali da qualsiasi ricaduta fiscale per questo tipo di introiti. Ma sono i municipi, con le Ulss, a dover fronteggiare le conseguenze sociali dell´azzardo autorizzato, a cui si aggiunge quello illegale». Infine ha evidenziato: «Le attività sono frequentate da minori, nonostante la legge lo vieti».
Nicola Negri, assessore alle Attività economiche, ha rassicurato Marconi: «Stiamo predisponendo! il regolamento assieme ai responsabili dei vari uffici, alla luce delle liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti. Saranno comunque inseriti i paletti votati dal Consiglio». «Le contromisure», ha proseguito, «saranno soprattutto di tipo urbanistico, come l´obbligo per le nuove sale giochi di rispettare determinati parametri, sia per le dimensioni degli spazi che per i parcheggi. E non dovranno sorgere in centro o in zone densamente popolate, bensì in periferia. In modo da non indurre minorenni, anziani o persone disagiate a frequentare questi luoghi».
Quindi ha concluso: «La nostra sarà una manovra di accerchiamento. Le regole potrebbero entrare in vigore fra qualche mese».

Interrogazione degli On. Miotto e Dal Moro sulla speculazione edilizia della nuova Casa di Riposo di Legnago

Al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale 

In queste settimane a Legnago (VR) – comune di oltre 25.000 abitanti – l’Amministrazione Comunale sta avviando una operazione di trasformazione urbanistica con forti contenuti di interesse privatistico, utilizzando strumentalmente la necessità di creare spazi per i servizi resi dalla locale Casa di Riposo per anziani, Gli amministratori comunali che hanno governato la città nel precedente mandato amministrativo, avevano programmato la costruzione della nuova Casa di Riposo nei pressi dell’Ospedale che rappresenta punto di riferimento per una popolazione di decine di migliaia di cittadini; invece gli attuali amministratori hanno ignorato il progetto ed ora hanno ‘manifestato interesse’ per l’offerta di un privato che dispone di circa 340.000 mq. Di terreno, collocato in una piccola frazione del Comune di Legnago, Vangadizza, e destinato, dall’attuale strumento urbanistico, per circa il 90% a finalità agricola, L’amministrazione Comunale accetterebbe gratuitamente circa 80.000 mq. Per realizzare la nuova Casa di Riposo, ma riconoscerebbe al privato la trasformazione in zona edificabile per 143.500 mq. con indice di edificabilità 0,8 mc/mq corrispondente ad una capacità edificatoria di 114.800 mc equivalenti a 765 abitanti teorici insediabili, oltre a 37.500 mq. da destinare ad attività commerciale, direzionale e ricettiva, Trattasi evidentemente di una operazione immobiliare ove risulta impercettibile l’interesse pubblico, ma rileva un aspetto particolarmente sensibile che attiene all’uso strumentale della necessità di creare nuovi servizi per anziani, che verrebbero sradicati dalla cità, collocati ai margini dell’abitato della piccola frazione, a ridosso del possibile casello autostradale, al solo scopo di favorire un interesse privato; ciò premesso, si interroga il Ministro per conoscere quali iniziative intenda assumere affinchè vengano interpellate e sensibilizzate le Amministrazioni interessate – comunale e regionale – al fine di non subordinare la qualità dei servizi assistenziali destinati agli anziani del territorio legnaghese, ad interessi di privati. In queste settimane a Legnago (VR) – comune di oltre 25.000 abitanti – l’Amministrazione Comunale sta avviando una operazione di trasformazione urbanistica con forti contenuti di interesse privatistico, utilizzando strumentalmente la necessità di creare spazi per i servizi resi dalla locale Casa di Riposo per anziani, Gli amministratori comunali che hanno governato la città nel precedente mandato amministrativo, avevano programmato la costruzione della nuova Casa di Riposo nei pressi dell’Ospedale che rappresenta punto di riferimento per una popolazione di decine di migliaia di cittadini; invece gli attuali amministratori hanno ignorato il progetto ed ora hanno ‘manifestato interesse’ per l’offerta di un privato che dispone di circa 340.000 mq. Di terreno, collocato in una piccola frazione del Comune di Legnago, Vangadizza, e destinato, dall’attuale strumento urbanistico, per circa il 90% a finalità agricola, L’amministrazione Comunale accetterebbe gratuitamente circa 80.000 mq. Per realizzare la nuova Casa di Riposo, ma riconoscerebbe al privato la trasformazione in zona edificabile per 143.500 mq. con indice di edificabilità 0,8 mc/mq corrispondente ad una capacità edificatoria di 114.800 mc equivalenti a 765 abitanti teorici insediabili, oltre a 37.500 mq. da destinare ad attività commerciale, direzionale e ricettiva, Trattasi evidentemente di una operazione immobiliare ove risulta impercettibile l’interesse pubblico, ma rileva un aspetto particolarmente sensibile che attiene all’uso strumentale della necessità di creare nuovi servizi per anziani, che verrebbero sradicati dalla cità, collocati ai margini dell’abitato della piccola frazione, a ridosso del possibile casello autostradale, al solo scopo di favorire un interesse privato; ciò premesso, si interroga il Ministro per conoscere quali iniziative intenda assumere affinchè vengano interpellate e sensibilizzate le Amministrazioni interessate – comunale e regionale – al fine di non subordinare la qualità dei servizi assistenziali destinati agli anziani del territorio legnaghese, ad interessi di privati.

PROGETTO GIRAFFA

Progetto “Giraffa”

                                  una prospettiva diversa, una visione alternativa

La cronaca politica nazionale degli ultimi mesi ha visto il protagonismo di nuovi movimenti e nuove forme di partecipazione dal Popolo Viola alle donne di “Se non ora quando” , dalle mobilitazioni dei precari, quelle contro la Riforma Gelmini, fino ai movimenti per il referendum, che sono stati determinanti per il crollo di credibilità e i rovesci elettorali della maggioranza Berlusconi-Bossi.

Movimenti e partecipazione che coinvolgevano e coinvolgono trasversalmente la popolazione. Basti pensare al solo referendum per l’abolizione della legge elettorale. Migliaia di persone di sinistra, di centro e di destra hanno partecipato attivamente alla raccolta firme e alla sottoscrizione.

Il Partito Democratico, si rapporta a questo processo con fatica e rischia di non cogliere l’aspetto innovativo che questi movimenti portano nel panorama politico .

La stessa fatica che i partiti spesso continuano ad avere nei confronti di uno strumento come le primarie che allargano e delegano alla base elettorale la decisione su chi candidare alla guida degli enti locali o nelle assemblee parlamentari. La stessa incertezza che in particolare il Partito Democratico evidenzia nell’attuare un forte ricambio generazionale.

Il tema quindi  è quello della partecipazione, da sviluppare sia sul piano nazionale che territoriale.

E allora quale potrebbe essere l’approccio alla progettazione partecipata per una città medio piccola come Legnago ?

Quale luogo e quali prassi possono diventare un reale punto di contatto tra le istituzioni e la cittadinanza?

Quali ritardi scontano i partiti rispetto all’emergere delle nuove domande dei cittadini?

Quali trasformazioni sociali e culturali sottendono a queste nuove domande di partecipazione?

Quali risposte permettono di interpretarle correttamente?

In quali forme queste risposte possono diventare iniziativa politica sia a livello locale che a livello nazionale?

Quali sono gli esempi da prendere in considerazione, sia in Italia che all’estero, cosa ha funzionato e dove si può migliorare?

Come si può dialogare con le persone e con la nuova generazioni per trasmettere questo spirito?

La costruzione di un progetto amministrativo innovativo per Legnago non può prescindere da una risposta forte a queste domande.

Se vogliamo rispondere in questi tempi di crisi per le pubbliche amministrazioni alle legittime aspettative dei cittadini dobbiamo avere i piedi ben saldi per terra ma anche uno sguardo che vada lontano. Parafrasando un famoso slogan dobbiamo realmente “Pensare globale ed agire locale”.

Da queste considerazioni nasce il progetto “Giraffa” esso è una prospettiva diversa, una visione alternativa, un progetto che lavora nel lungo periodo per favorire  nuove forme di partecipazione in grado di costruire la proposta programmatica alternativa del PD all’attuale cattiva amministrazione della Legnago.

Il progetto partirà il 10 febbraio 2012 con un incontro dal titolo

Nuove visioni di partecipazione”  a cui parteciperà Beppe Civati consigliere regionale Lombardia e membro della  direzione nazionale PD:

La discussione si  concentrerà  sul tema della partecipazione incrociando tanto le scelte di progettazione urbana e della vita dei cittadini quanto le scelte fondamentali dei partiti che vorrebbero proporsi come alternativa di governo riformista.

Dopo questo incontro, aperto a tutti coloro interessati a costruire un progetto amministrativo alternativo , verranno organizzate delle aree di lavoro in cui far scaturire le idee per il progetto amministrativo alternativo.

Il progetto procederà su un doppio binario : da un lato dei gruppi di lavoro su tutte le aree di interesse comunale per elaborare un progetto amministrativo alternativo , dall’altro incontri tematici con personalità in grado di dare costantemente quell’allargamento di orizzonti necessario se fare un progetto realmente innovativo per la Città .

In tal senso nel mese di Marzo vi sarà un incontro con il Senatore Ichino sul tema della riforma del mercato del lavoro ed in aprile con Debora Serracchiani , mentre Parlamentare Europea che parlerà degli scenari europei dell’attuale crisi sistemica del nostro modello di sviluppo. In maggio poi verrà a Legnago l’economista Tito Boeri che approfondirà le questioni economiche e le prospettive della crisi.

Seguiranno poi altri incontro i cui Relatori e date verranno comunicati in seguito.

Legnago 03-02-2012

Il Segretario Di Circolo: Claudio Marconi